corniciconcentriche
domenica, 15 novembre 2009
un giorno uno disse che non voleva dire niente chè se no l'altro poteva fraintendere l'altro fraintese il non dire di uno
cogli occhi chiusi non si vede niente disse la mucca al prete il prete se la mangiò e la mucca per sempre disse al prete nei sogni brutti del prete delle notti illucide dissegli cogli occhi chiusi non si vede niente. le quattro sedie fuori al sottano della porta a piano terra colla nonna cogli occhi lucidi le quattro sedie mai ci noteranno che ciabbiamo gli occhi lucidi disserosi nel linguaggio sediale che tutti eran soliti scambiare per linguaggio muto e allora vivevano così miserrime ma meno di te cogli occhi lucidi e potean parlare male di te di te e di te senza che nessuno che non fosse sedia o puff potesse sentire. alla faccia tua impersonale tu di oggi capro espiatorio della storia degli occhi chiusi e lucidi. la stanza gialla le tende gialle l'uccellino giallo nella gabbia gialla le mimose sulla tenda le mimose sul piumone le mimose e lo starnuto senza muco giallo lo starnuto e allora cogli occhi semiaperti cogli occhi coperti da un piumone giallo cogli occhi protetti da una tenda gialla se vedo solo giallo giallo penserò se vedi solo giallo son gli occhi epatitosi miei. mi strozzò tutto quel giallo non me n'avvidi cieca del giallo del mondo fataterrimo. colorami gli occhi coll'acquerello leggero non fa male non sporca colorameli con tutti i colori quelli sporchi quelli puliti quelli belli e quelli belli anche col marrò e col beige e anche col grigio. i mandarini non m'aggradarono mai finchè non mi fu simpatico il color signor color signor egregissimo aranciò.
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mercoledì, 28 ottobre 2009
mr and mrs pinzimonio (sottotitolo traduttivo: il signor pinzimonio e consorte)
la signora pinzimonio sposò il signor pinzimonio un pomeriggio che pioveva un sacco e poi smise all'improvviso e allora la nubile fino a quel momento signorina nonpinzimonio chiamò al telefono fisso il signorino pinzimonio e dissegli vieni adesso chè non piove vieni adesso che non piove. il signorino pinzimonio sebbene fossesi accomodato con cuscini tre e popcorn e birra annacquata da divano pronto a godersi la prima puntata della nuova serie del telefilm il mio caro amico herbin vistissima e celeberrima per la battuta iniziale di herbin in ogni puntata herbinherbineccomisonio sebbene fossesi accomodato comodamente su un comoderrimo divano e con comodissimissimi cuscini anche detti salumisticamente parlando guanciali, corse dalla sua amata. e c'era l'arcobaleno e lui glielo donò e c'era l'anello di fumo del signore che arrostiva salsicce all'angolo della strada e lui glieli donò anello salsicce e il signore pure chè fu invitato a partecipare alla cerimonia e senza molte cerimonie accettò chè quel pomeriggio molti genti avevan fatto voto di esonerarsi dalle salsicce in nome di dio. signorina nonpinzimonio vuoi tu cambiare nome? domandolle lui si vogliol'assai risposel'essa colla rughetta increspata del naso della vergogna mist'all'amore. ochei lo sposo e la sposa possono mangiare la salsiccia del signore delle salsicce. e così fu. il viaggio di nozze fu molto bello. gli sposi si recarono con una canoa costruita dal signor pinzimonio quand'ancor'era celibe ma mai nel cuore chè lui fu sempre nel cuore sempre sempre di lei e allora aveva costruita questa canoa ad un corso di costruzione base di canoe offerto gratuitamente dalla provincia di bari e con ista canoa partirono alla volta di una spiaggia vicinissima chè la canoa si sa mica è una nave a tutti gli effetti e nemmeno a qualcun'effetto e lì si amarono come facevano ogni giorno e la signora pinzimonio nata signorina nonpinzimonio disse marito mio bello gentile e tiamoassai domani ci sposiamo di nuovo? si dissele lui adesso però facciamo allammore e poi dormiamo un pò. fine.
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martedì, 20 ottobre 2009
l'ingorgo degli animi nostri quei difficili a tutti i costi
allora ci stava sto film in cui un sacco di macchine stavano camminando alla volta di qualche posto chi andava chi veniva da un posto verso un altro e a un certo punto si fermano tutte. e allora ci sta un sottone che parla da solo di una certa mara chè vuole fare allammore con lei ma lei sembra quasi che l'abbia lasciato e allora fuma mezze sigarette e cerca di ridimensionarsi un pò e però finisce che tampona davantiedadietro le macchine chè evidentemente non s'era ridimensionato mica. e poi ci sta una bellerrima che suona la chitarra e non c'ha il reggiseno e alcuni maschi del genere maschichenonlipuoirifiutaresenos'arrabbiano cercano di provarci e lei non ci sta e amicheggia con uno degli omogeneizzati il cui padre per sette anni mai aveva parlato. il padre di questo degli omogeneizzati mai parlò e nemmeno quando morse e allora i figli per sentirlo parlare andarono di nascosto a sentirlo parlare mentre lavorava. ma questo nel film non c'è. alla fine la bella colla chitarra e senza reggiseno che canta le canzoni di gianni rodari subisce le brutture dei bruti maschi e poi si danno la mano teneramentissimamente lei e l'uomo degli omogeneizzati. poi ci stanno quattro colle pistole che non usano quando dovrebbero. poi ci stanno due un marito e una moglie e lei di notte piange nella macchina e non si capisce se perchè l'am'ancora e mai smise o se mai l'amò e mai smise. lui il marito è un farabbutto che nascosele le chiavi per avere ragione. i ruoli quei malefici, mai ne esci. e poi sta una che canta molto bene e canta la canzone dell'ingorgo e allora l'avvocato cummenda che ha paura dei poveri chè dice sono arrabbiati coi ricchi allora quest'avvocato vuole comprare tutto anche l'acqua e compra la cantante. e poi ci sta l'attore figo che si sveglia e tutti lo sgamano e allora cerca di far'all'ammore con una semplice assai ma molto bella ma s'addorme. e il giorno passa e passa la notte e le macchine non partono mai. passa la cacca passa la pipi passa tutto i ruoli mai e i lieto fine quelli a noi non ci piacciono annoi che facciamo la pipi e la cacca come tutti.l_ingorgo
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venerdì, 16 ottobre 2009
la nonna di nonna papera è molto anziana (sottotitolo: nonna papera si sente giovane)
la storia formato famiglia riadattata in stile neoclassico postmoderno innocuo si chiama storiariadattata d'un disadattato che credevasi un germoglio. costui ovvero il disadattato credentesi un germoglio di nome faceva seppiolina ripiena e gli amici tutti lo schernivano e gli dicevano ghei ghei e allora lui se ne convinse della sua gheitudo e lo scherno divenne profezia che si autoadempie sottoforma di realtà emersa. se pensi una cosa fortemente assai dice la mia amica a. e prima di lei dicevalo il mio amico g. ma prim'ancora di loro degli scienziati poco famosi tipo l'energia dello pensiero tuo cambia le cose e allora tipensotipensotipensoadessoguardami e lui mi guardò e così ci amammo per tutta la vita. direste voi. camel blu morbide direi io. in principio fu geeelatodellultimaceeena e poi fu cornettini salaaati patisserì e ripiegammo su acqua da beeere anche detta potabile mica acqua di radiatore chè poi nacque come potabile l'acqua dello radiatore e trasformossi in acqua di radiatore scansat'a vista. l'acqua del radiatore una volta ribellossi di codesta situazione discriminante chè nessuno voleva impiegarla in impieg'alcuno e allora bollì e la macchina morse. al gelato dellultima cena io non ci penso più lo giuro sull'orsetto del cuore giallo chè la profezia si autoadempì e volligli bene molto.la storia di seppiolinaripiena in arte tolomeodeinontolomei vede una serie di comparse che adesso io elencherò per amore di elenchitudocomparsitudorum e sono due punti il barman col cappello coi rasta il barman figo vollimi vollimi non cera più ma cera gli occhiali spaccati la scarpa la concettualità usata come termine ricorrente lindaeannalisauisbik le solette profumate di qualcuno che passava di li.anchio volevo bene a denver.


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mercoledì, 30 settembre 2009
le toppe intese come pezze i pezzi di stoffa goffa mente lui se non lammette che mama.
e c'era il campo di girasoli altissimi quasi toccant'il cielo e c'era i baci che ti volevo dare altissimi come quei girasoli chè erano coalti e allora decisero di fare amicizia molto. ciao signor girasole mio coalto facciam'amiciza punto interrogativo disse lo bacio altissimo allo girasole altissimo anch'esso e allora lo girasole risposegli ma certo lobacio che facciamo amicizia sono molto solo io ma non lo sapevo mica prima di fare la tua conoscenza e quindi adesso consapevole della mia solitudo alta come me e come te io senza di te sto peggio che con te. mai si sbilanciava mai. tho detto mai signor girasole che mi piaci molto no non me lhai detto lo girasole replicando no non me lo dire lo girasole spaventato paventando l'ignoto quel distruggi equilibri d'un ignoto bello molto. dimmelo pensava dimmelo colla mente. allora lo bacio raccontogli la storia famosissima di potino e potina che da piccoli si fecero una promessa col sangue finto dei giochi col sangue finto e si promisero che mai a nessuno avrebbero rivelato la promessa fatta col sangue finto dei giochi col sangue finto e allora a noi non è mai pervenuto nulla riguardo la promessa succitata. potina e potino sappiamo solo che si amarono per sempre segretamente e potino sposò un surrogato e potina pure ma potina se ne accorse e si trasferì in una roulotte nei pressi dun lago verde acqua coi pesci d'acqua salata frequentato dagli estimatori tedeschi e qualcuno inglese ma pochi e potino invece visse centanni fintamente felice chè fumava la pipa e gli alleviava gli brutti pensieri. lo girasole dopo che lo bacio ebbe raccontatagli la storia di potino e potina anche detta lastoriapiùbelladelmondodellestorie s'inginocchiò e disse allo bacio anche se fossimo stati non coalti io tamav'uguale e i congiuntivi pure approverebbero il nostramore e s'inchinerebbero anchessi al nostramore. e c'era i baci altissimi che ti volevo dare altissimi come me. 
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giovedì, 24 settembre 2009
piovepiove acqua di limone è un dettocanzoncina falso
la storia di piovepioveacquadilimone nasce in un paesino della valcamonica che chiameremo come tutti lo chiamavano in valcamonica ovvero belpaesino in codesto paese succedeva qualcosa di bizzarro ogni secondo di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno di più o meno tutte le settimane del mese dell'anno. la cosa più bizzarra ch'era successa un giorno era stata che i vicini di casa semperi anziani coniugi in disuso oramai da troppi anni chè mille le case tecno case quelle immobiliari quelle che c'hanno il dono di far muovere in senso molto liberissimo gli immobili c'avevano provato a vendere la casasemperi sempereterni sti semperi mai morsero e i vicini tutti dicevano come augurio ai compleannanti possavivertucomeisemperi e allora successe che i vicini di casa semperi si morsero la lingua mentre se la bruciavano col brodo bollente mentre il palato gli si scioglieva in bocca mors'anch'essa dai denti spezzati dall'osso di carne di pollo con gelatin'ustionante e allora i vicini di casa semperi subito accorsero dallo scrivano del giornale di bizzarrie locali. quest'ultimo che di nome faceva licazzimiamai per gli amici miamai chè c'aveva la passione per il giappone e in particolare per le cappa di alcune cittadine giapponesi era però impegnato a scrivere il titolo del romanzo che finalmente l'avrebbe portato lontano da belpaesino gli stava stretto belpaesino allui scrittore di successo colla passione per lo giappone e allora il titolo che aveva scelto era i vicini di casasemperi mai niente di bizzarro gli successe a quelli sottotitolo se gli succedesse qualcosa di bizzarro strapperei questo libro a me molto caro. mica tutti posson'esser felici però in questo mondo e questo mondo è come belpaesino e allora questa volta la fortuna volle girare dalla parte di miamai scrittore giapponofilo con un neo bizzarro sul dente canino. i vicini di casasemperi restarono per sempre nell'anonimato totale e quando fu edito il libro di miamai scrittore giapponofilo cum neo bizzarro e con una scimitarra di alluminio com'unic'amica i vicini di casasemperi si suicidarono insieme chè nessuno credeva alla storia bizzarra ch'era loro capitata ritenendola una bassa mossa messa in atto per farsi intervistare a portaaporta. si suicidarono dando fuoco alla casa dei semperi altra bassa mossa questa però davvero ima e vera per uccidere i semperi quegl'immortali. peccato che i semperi eran'usciti a spremere limoni sui tetti delle case di belpaesino. peccato.
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martedì, 15 settembre 2009
degli occhi perduti amore
e lo stuzzicadenti disse al dente che si trovava a stuzzicare per lavoro chè manco alle duedinotte si può star tranquilli gli disse signordentestuzzicabile raccontoti una storia e te la racconto alle duedinotte così per vendetteggiarmi chè m'hai destato dallo mobi letto mio quel comodo sognifero e allora raccontò. la storia si chiama dialogo in rima libera talmente libera che non c'è. una notte di un giorno di fin'estate d'un'estate poi mica tanto fine quasi grottesca quasi funesta quasi quasi quest'estate di quella notte di quel giorno fu proprio disonesta allora successe quella notte di quel giorno di quella stagione ahilei ma più ahime innominabile successe che la fanciulla che chiameremo puella puellae scopersesi felicemente aggradata desser si felicemente aggradata quando lui che chiameremo pirata piratae laveva toccata laveva toccata col fiato laveva toccata col fiato di quandun'è vicino vicino tanto vicino che o ti fa schifo o lo ami e allora quel fiato vogliobaciartifiatodilui vogliobaciartifiatodite vogliobaciartisenzailfiatoditeedime. quant'è scemo pensare al fiato duna persona, quant'è scemo pensarti. disse cogli occhi stretti stretti puella. nonèscemoanch'iotiamo nonèscemoanch'iotiamo. sognò cogli occhi aperti puella. fine in pieno stile tragedia romanzale fine ottocento inizi novecento: mi sono persa un attimo cogli occhi negli occhi mi dissi perduta oramai tutto era rott'oramai rotto rottissimo come quando poi colla colla lo attacchi il rottume ma quello il rottume resta tutto resta rotto tutto rotto il rottume attaccato colla colla della paura. riattacchiamo colla colla della parvenza. pirata rapiscimi ancora firmato puella senza colla. fine vera del 2009 fine 2009 inizi 2010 anno in cui quelli del 1990 compiranno ventanni.
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domenica, 06 settembre 2009
vedi alla voce ripiego ( sottotitolo: quello che volevo era solo avere quello che volevo)
serena delli faggi amica intima di fabrizia perenelli esordì dicendosi delle cose dei pensieri ad alta voce che furono mal interpretati dai presenti assenti però chè s'eran bevuti litri due di amaro d'avventura da quattro soldi in bicchieri amorfi di soldi due. il gelato dellultimacena ultima metafora duna situazione ultimamente fattasi ultima duna situazione fattasi situazione da gelatodellultimacena. serena delli faggi le doleva il dente voleva lo spago arrugginito per togliersi i pensieri voleva lo spago arrugginito e cantava le canzoni serena delli faggi di secondo nome faceva intuito. fabrizia perenelli le batteva l'occhio destro voleva lo scotch biadesivo per attaccare la felicità allo volto fabrizia perenelli di secondo nome faceva staseramibutto. fabrizia diceva a serena oggi c'è il sole mentre serena diceva a fabrizia oggi piove e il tizio del tempo non funge mica in situazioni tipo codeste tipo le situazioni dellultimacena. c'era il gelato e c'era fabrizia e c'era il gelato e c'era serena e c'era il sereno e c'era intorno niente solo lultimacena quella serena ceraceraceracera. il bello del passato è ch'è inconsapevole d'esser stato presente il bello del presente è ch'è consapevole del brutto del presente il brutto del presente è ch'è il bello del presente non è mai bello finchè il bello del passato non diventa il brutto del passato.il brutto di fabrizia perenelli era che l'occhio le batteva quand'era felice come a ricordarle che non era felice e allora diceva a serena delli faggi suonami una canzone che fa così plemplemplemplemplemplem suonamela tu che lui non me le suona più. e allora la sera porta consiglio la notte solo russii e la catatonia la vita che vorrei e la sera portotti demetrio pelensi e la sera portolle menenio atreppi e la sera porta lamore lo surrogato il gelato confezionato.
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venerdì, 28 agosto 2009
il titolo se ci metti una erre scoppia o potrebbe
colle nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche questo è stato già detto cantato interiorizzato razionalizzato digerito e anche ruttato indi parlarne risult'inutile. questo disse la ragazza col fuseaux bordeaux davanti al metreaux anche detto metrò. questo disse e mai rimangiosselo. le piaceva citare le canzoni le piacevano le canzoni citanti citazioni citabilissime anche in situazioni solenni tipo i funerali. ai funerali si ride più che in situazioni più amene ai funerali si va sovrappensiero ai funerali l'apparenza cont'assai chè se ci vai e ridi o parli del matrimonio che stai organizzando allora va bene te lo passano e anzi dippiu ma se ci vai vestito di bordeaux allora vergognavergogna le apparenze quelle esteriori delle apparenze. allora c'era la ragazza colla gonn'appantaloni molto anni 90 la gonn'appantaloni magari disegno cachemire magari color avana quella gonn'appantaloni chè mi sento i piedi come la gonnappantaloni così me li sento. i piedi così come mi vedi i piedi così sto io disse e ribadillo la donn'appannata la donnafformadifrisbee tiramitù eppoivediamo. il romanzo inizia così che ci stanno due matte di garibaldi una s'appoggi'allaborsa dell'altra l'altra si tocca da sola non in senso libidinosament'inteso ma in senso che si tocca come quando di notte ti tocchi non in senso libidinoso e pensi che sia la mano di qualcunaltro che illibidinosamente ti tocca e allora la matta numero uno che chiameremo mattadisorrento s'appoggi'allaborsa e la matta numero due che chiameremo mattadisorrent'anch'ella si dà gli schiaffi si dice pazzettapazzettapazzetta col modo dei matti che proprio li vedi e dici caratterizzaliunmododamatti così dici e ti dai pure un tono teatrale nel dirlo e allora magari pure parli di diaframma. questo succede in questo romanzo succede che le barchette grazie per le barchette.
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domenica, 23 agosto 2009
parlo solo in presenza dello mio avvocato chenesaitudimechenesai
la storia della matriosca colle labbra pittate narra della matriosca colle labra pittate cogli occhi neri nererrimi di trucco sporchi narra della matriosca col vestito di tulle. la matriosca tutti le dicevano come sei pienotta i più gentili che grossona i meno che cicciabbombacannoniere i simpatici del quartierino dovresti controllare il peso i salutisti ommioddio rischi d'avere danni seri per il tuo peso gli allarmisti invadenti. allora la matriosca non è che ci stava benissimo di sta cosa ovvero lei di suo non ci pensava mica alla pienottitudo chè c'aveva le passioni lei c'aveva la passione dell'amore c'aveva la passione per toccare il fondo tu mò la vedi così pienotta così truccata e credi mai quella sarà abbastanza atletica e struccata per toccare lo fondo e invece lei lo tocca e lo tocca pure bene colle ciglia colle iridi lo tocca e allora un giorno che stava toccando lo fondo si vide dentro e vide che c'aveva un sacco di figli dentro uno grande uno medio uno piccolo uno piccolissimo uno mini uno minissimo uno inesistente quasi e poi quando credeva che fosse finita la prole nascosta chè già si vedeva a comunicare all'editore lo titolo dello romanzo suo laprolenascosta e allora a quel punto ne sgamò uno che gli aggettivi non esistono mica per descrivere la sua minitudine e allora si mise a piangere assai e gridò al gentile non sono pienotta al meno non sono grossona al simpatico del quartierino nonchè suo fratello patriosco non sono cicciabbombacannoniere e così via e collo sprai sui muri del paese di nome kiurinov scrisse c'holecosedentro ecco cos'è. cholecosedentrocholecosedentro ecco cosa c'è.
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